Christian Coppini | Appunti corso antincendio a rischio elevato

Triangolo del fuoco

L’incendio è una reazione chimica composta da 3 ingredienti:

Sorgenti di innesco

Classi di fuoco

Agenti estinguenti idonei

Proprietà degli agenti estinguenti

Acqua: soffocamento ( s ) - raffreddamento ( p )

Polvere: soffocamento ( p ) - raffreddamento ( s )

Anidride carbonica: soffocamento ( s ) - raffreddamento ( p )

Schiuma: soffocamento ( p ) - raffreddamento ( s )

Dove s sta per secondario, p per prevalente

nota: la schiuma è un agente estinguente che agisce per separazione del combustibile dal comburente e per raffreddamento ( è costituita da una soluzione schiumogena e da acqua ). Si divide in 3 categorie: alta - media - bassa densità o espansione.

nota: gli idrocarburi alogenati inibiscono la combustione per assorbimento dell’ossigeno. Sono oggi vietati per la loro tossicità ( e per il loro contributo nel problema del buco dell’ozono ).

nota: con inertizzazione si intende rendere a tenuta stagna un locale. Utilizzando l’azoto creiamo assenza di comburente.

Segnaletica

Classe REI

Parametri fisici della combustione

Temperatura di accensione o autoaccensione ( °C )

È la minima temperatura alla quale la miscela combustibile - comburente inizia a bruciare spontaneamente senza ulteriore apporto di calore dall’esterno.

Esempi: benzina 250° - gasolio 220° - legno 220/250° - metano 537°

Potere calorifico (MJ/Kg o MJ/mc)

È la quantità di calore prodotta dalla combustione completa dell’unità di massa o di volume di una determinata sostanza combustibile. La sua unità di misura è chiamata caloria.

Il potere calorifico ci permette di calcolare il carico d’incendio ( somma di tutti gli oggetti di un compartimento diviso i metri quadri dello stesso ). In fase di progettazione questo valore è indispensabile per capire quale classe REI rispettare. Sotto il valore 30, secondo la legge attuale, non abbiamo obblighi particolari da rispettare. Diversa la situazione per gli ambienti sanitari dove vige l’obbligo di classe R 120.

Temperatura di infiammabilità ( °C )

È la temperatura minima alla quale i liquidi combustibili emettono vapori in quantità tali da incendiarsi in caso di innesco. ( Liquidi infiammabili: processo di trasformazione da liquido a gassoso. )

Se la temperatura ambiente è più alta della temperatura di infiammabilità avverrà la trasformazione. Più è ampia questa forbice più sarà rapido il processo.

Segnaletica: rombo avente all’interno una fiamma.

Esempi: gasolio 65° - acetone -18° - benzina -20° - alcool etilico 13°

nota: il metano non ha temperatura di infiammabilità in quanto è un gas naturale. Nasce e muore gas.

I liquidi infiammabili sono suddivisi in 3 categorie:

Limiti di infiammabilità ( % in volume )

Tali limiti individuano il campo di infiammabilità all’interno del quale si ha, in caso d’innesco, l’accensione e la propagazione della fiamma nella miscela.

Esempi ( limite inferiore/limite superiore ): acetone 2,5/13% - benzina 1/6,5% - idrogeno 4/75,6% - metano 5/15%

Limiti di esplodibilità ( % in volume )

Sono la più bassa concentrazione in volume di vapore della miscela al di sotto della quale non si ha esplosione in presenza di innesco ( limite inferiore ) e la più alta concentrazione in volume di vapore della miscela al di sopra della quale non si ha esplosione in presenza di innesco ( limite superiore ). In genere i limiti sono dentro il campo di infiammabilità.

nota: la deflagrazione è più lenta della velocità del suono ( il rumore è sordo ), la detonazione supera la velocità del suono ( rumore più forte ).

Aria teorica di combustione

È la quantità di aria necessaria per raggiungere la combustione completa di tutti i materiali combustibili.

Temperatura teorica di combustione

È la temperatura più elevata che una determinata sostanza può raggiungere bruciando.

Classificazione dei gas

In base alla modalità di stoccaggio possono essere ulteriormente classificati:

Sviluppo dell’incendio

Il grafico dello sviluppo dell’incendio comprende 2 parametri: tempo e temperatura.

Reazione al fuoco dei materiali

È la partecipazione al fuoco dei materiali. Le classi vanno dallo 0 al 5 dove:

Prodotti della combustione

Suddivisione dei gas della combustione

nota: il monossido di carbonio viene assorbito dal sangue 20 volte più velocemente dell’ossigeno.

Prevenzione e protezione

Con la prevenzione diminuiscono le probabilità di avere un incendio, con la protezione si limitano i danni.

Prevenzione

Si può suddividere in aspetti oggettivi ( impianti a norma, dispositivi di sicurezza e salvavita, ventilazione dei locali, uso di materiali combustibili, pavimenti anti-scintilla ) ed aspetti soggettivi, cioè i comportamenti delle persone ( uso di fonti di calore, fumare, manutenzione ).

Protezione

Comprende gli aspetti che limitano i danni e le conseguenze in caso di incendio.

Si può suddividere in protezione attiva ( occorre l’intervento dell’uomo o di un impianto ) e passiva.

nota: i materiali delle vie di fuga devono rispettare una certa reazione al fuoco. Resistenza ( durata ) - reazione ( comportamento/partecipazione al fuoco ).

Mezzi di estinzione

Mezzi mobili

nota: il peso si riferisce al peso netto del materiale estinguente.

Mezzi fissi

Alimentati dalla rete idrica antincendio, cioè un impianto a se stante alimentato dall’acquedotto comunale ( se possibile ) oppure alimentato autonomamente con riserve d’acqua.

nota: 70 - 45 - 25 sono i diametri.

Piano di emergenza ed evacuazione

È una procedura scritta il cui obbiettivo è quello di consentire la migliore gestione possibile in una situazione di emergenza. Da disposizioni a persone/gruppi sul come agire e quali azioni non intraprendere.

Emergenze possibili: incendio, sisma, allagamento, blackout elettrico, primo soccorso.

Per quanto riguarda l’emergenza incendio esiste una squadra per la sua gestione:


Revisione 3, 19/12/2015

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